Santa Giulia

Santa Giulia, la storia della tradizione cristiana

Giulia, secondo la tradizione riportata nella Passio, era una nobile ragazza cartaginese del V secolo, che, dopo essere caduta in rovina, venne acquistata come schiava da un commerciante siriano di nome Eusebio, il quale, nonostante fosse pagano, ne apprezzava le doti umane e spirituali. Durante un viaggio la coppia naufragò in Corsica, dove il governatore Felice tentò, senza successo, di acquistare da Eusebio la donna. Felice, tuttavia, non si rassegnò ed una sera, dopo una festa pagana, fece rapire Giulia dai suoi seguaci, cercando poi di convincere la donna ad abiurare la propria fede. La giovane, malgrado le violenze e le percosse, non rinnegò però mai la religione cristiana e Felice, dopo aver ordinato che le fossero strappati i capelli, la fece crocifiggere inchiodandone mani e piedi.

La notte prima dell’esecuzione, alcuni monaci dell’isola di Gorgona vennero informati in sogno di quello che sarebbe accaduto a Giulia il giorno seguente. Al mattino raggiunsero così il luogo del martirio e, fissata sulla croce, scorsero una carta “scritta da mani angeliche” con il nome e la storia della donna. Il corpo venne allora recuperato e trasportato alla Gorgona, dove fu ripulito, unto con oli aromatici e deposto in un sarcofago. Era il 22 maggio, giorno per il quale venne così fissata la festa liturgica.

Santa Giulia, la storia alternativa

Secondo altri studiosi, tuttavia, Giulia, giovane donna cartaginese, sarebbe stata uccisa durante una delle persecuzioni avvenute sotto Decio (250 circa d.C ) o Diocleziano (304 d.C.) e, in quanto cittadina romana, non sarebbe stata sottoposta al rito della crocifissione, riservato a chi non aveva tale status, ma venne probabilmente decapitata o uccisa con la spada.

 

 

Tralasciando ogni questione critica circa la passio di questa martire e sul peregrinare delle sue reliquie, qui da noi approdate nel 763 e sistemate nel Monastero delle Benedettine di San Salvatore (detto poi di Santa Giulia), noi ricordiamo tale Santa per l’importanza grandissima che per un millennio ebbe questo regale monastero sia in Italia, ma soprattutto sul Bresciano. Esso ebbe privilegi amplissimi, anche nel settore giurisdizionale, e svolse un ruolo non indifferente nella nuova fisionomia, che la Chiesa bresciana assunse, uscendo dal Medioevo ed entrando nei tempi moderni.

Le reliquie di Santa Giulia sarebbero state trasportate in Corsica dopo l’invasione dell’Africa da parte dei Vandali di Genserico nel 439 e, probabilmente nel 762, furono trasferite a Brescia per il volere della regina Ansa, moglie del re longobardo Desiderio. Qui, un anno più tardi, vennero consacrate in una chiesa da papa Paolo I.

Dopo la soppressione del monastero nel 1797, le reliquie della Santa, dopo varie peregrinazioni, si fissarono presso la chiesa del Corpo di Cristo, ormai annessa al Seminario. Da qui passarono nel 1957 nel nuovo fabbricato dello stesso Seminario, intitolato a Maria Immacolata.

Attualmente le reliquie sono conservate nella chiesa di S. Giulia (Villaggio Prealpino), dove vennero trasportate il 24 maggio 1969.

 

PREGHIERA S. Giulia

 

O Dio, che allieti la tua Chiesa nel ricordo di Santa Giulia vergine e martire, per la sua intercessione e il suo esempio concedi anche a noi fortezza e purità di spirito per seguire Cristo sulla via della croce. 

Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli.