Patroni di Brescia

Nella zona in cui attualmente sorge il santuario di S. Angela Menci a Brescia, forse per iniziativa del vescovo S. Latino (sec. IV), sorse in epoca imprecisata un luogo di culto legato alla presenza delle reliquie dei martiri Faustino, Giovita e Afra, di cui si ignora la provenienza, e che la tradizione ha in seguito connotato come martiri di origine bresciana ivi uccisi e sepolti.

Alcune reliquie sono oggi conservate nella basilica dedicata ai due martiri. I due martiri sono raffigurati spesso in veste militare romana con la spada in un pugno e la palma del martirio nell’altra, in altre raffigurazioni sono in vesti religiose, Faustino da presbitero, Giovita da diacono.

Di storico vi è l’esistenza dei due giovani cavalieri, convertitosi al cristianesimo, tra i primi evangelizzatori delle terre bresciane e morti martiri tra il 120 e il 134 al tempo di Adriano, che molto probabilmente non li conobbe mai e che da quanto risulta non ordinò mai direttamente una persecuzione, ma semplicemente non intervenne mai per impedire quelle che nascevano nei vari angoli dell’impero.

Il culto di Faustino e Giovita a Brescia si sarebbe diffuso intorno al VI secolo, dal momento che Gaudenzio, vescovo di Brescia tra IV e V secolo, non parla mai dei due martiri, mentre sono note la sua devozione ai martiri e la cura della celebrazione liturgica della loro memoria.

Il loro patronato su Brescia fu confermato anche a causa di una visione dei due santi che combattevano a fianco dei bresciani contro i milanesi nello scontro decisivo che fece togliere l’assedio alla città, il 13 dicembre 1438.

 

L’esistenza a Brescia di un santuario martiriale di S. Faustino ad sanguinem è comunque piuttosto antica: ne parla infatti S. Gregorio Magno nei suoi Dialoghi (sec. VI), all’epoca in cui la città era occupata dai Bizantini (563-569) al tempo della Guerra gotica. Il nome di questa chiesa è tuttavia attestato per la prima volta nel 1087, mentre è documentato che nel IX secolo i corpi dei martiri Faustino e Giovita furono trasportati da S. Faustino ad sanguinem nella chiesa di S. Faustino Maggiore a Porta Pile dove si trovano tuttora. A partire da tempi antichi i martiri Faustino e Giovita sono considerati patroni della città e della diocesi.

 

 

PREGHIERA

O Dio onnipotente ed eterno, che hai dato ai Santi martiri Faustino e Giovita la grazia di comunicare alla passione del Cristo, vieni in aiuto alla nostra debolezza, e come essi non esitarono a morire per te, concedi anche a noi di vivere da forti nella confessione del tuo nome. Per il nostro Signore.

 

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