(Costanzo Rodondesco)

Nato tra il 1065-1080 secondo una tardiva tradizione ed alcuni studiosi a Niardo in Valcamonica, e secondo altri a Nave. Convertitosi ad una vita di penitenza, dopo essere stato forse ferito in una delle tante lotte fra i partigiani di Enrico IV ed i sostenitori della riforma gregoriana, si ritirò in una località. chiamata Conche, situata a 1110 m. s/m nel territorio di Nave a sei chilometri da Brescia. La tradizione vuole che la Vergine stessa ed una bianca colomba gli avessero additato il posto del suo eremitaggio. Quivi egli edificò un tempio ed un piccolo cenobio per sé e per altri che desiderassero la via della perfezione. Il piccolo complesso edilizio fu benedetto fra il 1110 e il 1116 dal Vescovo di Brescia Arimanno, sostenitore della riforma gregoriana e fu posto per sua volontà sotto la giurisdizione della S. Sede. Col passare degli anni si stabilì in Conche una piccola comunità femminile dedita alla preghiera ed alla lavorazione della lana, forse retta dalla regola agostiniana delle canonichesse regolari, cui Costanzo prestò i suoi umili servizi. La tradizione vuole che S. Costanzo sia intervenuto più volte nella vita della Città di Brescia, a portare la sua opera di illuminata carità, durante pestilenze e carestie ed a ricomporre dissidi e liti fra fazioni politiche e famiglie. La morte lo colse nel 1151 circa in Conche dove fu sepolto a lato dell’altare del tempio da lui edificato. La piccola comunità da lui fondata visse a lungo, fino a quando il Monastero passò prima agli Umiliati, che fecero di S.Costanzo un loro precursore, poi alle Domenicane di S.Caterina in Brescia. Il corpo del Santo ritrovato nel 1481 e portato a Brescia, dopo fortunose vicende, fra tumulti a Nave, Caino, Lumezzane, che finirono in un processo, fu ritrasportato a Nave nel 1805, dove fu deposto nella parrocchiale. La sua festa viene celebrata il 12 febbraio.

Nasce a Niardo nel 1066, muore a Conche di Nave (Bs) il 12 febbraio 1151 all’età di 85 anni.