La santità non è tra le parole preferite del vocabolario dei cristiani. Sembra priva di appeal, suscita forse un po’ di ammirazione per qualche personaggio straordinario, ma ai più incute timore ed estraneità, un senso di irraggiungibile…
Gaudete et exultate di papa Francesco racconta invece la santità come qualcosa di vicino e cordiale, la santità della porta accanto. Vista non come un elenco di conquiste ardue sul sesto grado della vita morale, ma come una strada lastricata di sorprese che ti tolgono il fiato, e che ti aprono davanti la vita buona, bella e beata. I santi sono uomini e donne belli e felici, che irradiano una lucente gioia di vivere.
Sono pellegrini che, dice il salmo 84,6, hanno una strada nel cuore: “felice l’uomo che ha sentieri nel cuore”, che cammina nei campi della vita, non sta seduto a terra, mentre la storia gli scorre accanto, ma si alza e va, dietro a una stella polare, a un sogno di mondo migliore. Non siamo al mondo per essere immacolati, ma incamminati.
Nella sua prima Lettera pastorale alla diocesi di Brescia, ll bello del vivere, Mons. Pierantonio Tremolada, sottolinea i tanti volti della santità.
“Il santo è colui che nell’ordinarietà vive, testimonia e trasmette la presenza di Gesù. Tutti sono chiamati alla santità. “Quel che rimane impresso dei santi è il loro modo di vivere. Chi li incontra, non potrà più dimenticare le loro parole, i loro gesti, il loro atteggiamento, il tratto, lo stile, in una parola la loro testimonianza”.
La santità è l’altro nome della vita quando la si guarda con gli occhi di Dio. “La santità è il volto buono dell’umanità, il suo lato più bello e più vero. È l’umanità così come Dio l’ha desiderata da sempre. È l’umanità redenta in Cristo, liberata da ciò che la offende, la intristisce, la ferisce, la mortifica, la disonora; da ciò che la rende crudele, volgare, violenta. È l’umanità che vorremmo sempre incontrare, che non ci fa paura, che, al contrario, ci rallegra, ci stupisce, ci commuove, ci attrae, ci conquista”.
I Santi sono uomini e donne che, nella loro parabola terrena, hanno vissuto lasciando una scia luminosa di fede e di amore, di bontà e di carità. Come comete di luce che attraversano il cielo! Sono entrati nelle pieghe della vita e hanno contribuito a risanare le piaghe della storia in cui hanno vissuto.
Tante persone hanno visto e beneficiato del bene da loro compiuto. Altri hanno seguito il loro stile di vita.
Anche noi, oggi, siamo nella condizione di riscoprire l’appartenenza a un popolo che ha ramificazioni profonde, intrecciate con la storia di grandi testimoni: uomini e donne responsabili, che non si sono tirate indietro, che hanno pagato di persona.
Proprio per questi motivi è nata l’idea di realizzare un ‘CAMMINO’, un ‘SENTIERO’ che toccasse i luoghi dei santi e delle sante della nostra terra bresciana.
Un percorso di circa 546 Km, suddiviso in 28 tappe, che, partendo da Corteno Golgi (dove è nata la Beata Troncatti) attraversa le tre valli, la città capoluogo, la pianura bresciana, percorre tutta la provincia di Brescia per arrivare a Limone del Garda (Luogo di nascita di San Daniele Comboni).
Gli Obiettivi di questo ‘Sentiero delle Comete’ spaziano su vari livelli:
- approfondire la conoscenza dei santi e delle sante bresciane,
- offrire una ricerca personale di vita,
- sperimentare un tempo di spiritualità,
- incontrare nuove persone, comunità, esperienze di vita,
- vivere immersi nella natura,
- conoscere o riscoprire questa parte del territorio,
- mantenere e sviluppare le proprie capacità fisiche, psicologiche, relazionali.
Buon cammino a tutte e a tutti, augurando di diventare ‘comete’ di luce e di vita sul cammino della vostra vita.
Ancora Grazie!!
Don Alfredo Scaratti